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Questo disco, “YRES”, più che una istantanea sulla carriera di un gruppo, rappresenta una sorta di cammino, nello spazio e nel tempo, un orizzonte dinamico che racconta cos’è oggi questa band, ma soprattutto che disegna l’itinerario che l’ha portata a questo punto. Le canzoni del disco, nate sulle strade dei viaggi intrapresi, ma bagnate dal sangue fluente dell’interiorità meno scontata e più rischiosamente vera, fonde la canzone con il rock, scegliendo la via dell’urgenza comunicativa all’illusoria iperproduzione senz’anima: carezze e schiaffi, sangue e sudore, sorrisi e lacrime per un caleidoscopio in technicolor che gira veloce e non dà respiro: un disco, ed una band, dove il cuore è tutto quanto conta. |