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  GAZZARA
 
 
Portrait In Acid Jazz
N. catalogo: IRM 1530
Data: 27-01-2016
Genere: Pop (Lounge/Chill Out/Nu Jazz/Acid Jazz/Easy Listening)
Etichetta: Irma Records
1 CD

€ 10,90
   
 
   
  Tracklist
  1 We Had A Ball  
  2 2 Heaven  
  3 Jazid Wonderland  
  4 Jazz Is  
  5 Into The NIght  
  6 Sanità  
  7 Portuguese Soul  
  8 Laces  
  9 Sunday At Six  
  10 Water  
  11 Galactic Cowboys  
  12 In The Beginnings  
 
  Recensione
   
  Il nuovo album di GAZZARA “Portrait In Acid Jazz” (Irma Records) – il settimo nella discografia del gruppo – rivela un modo esemplare e
subito riconoscibile di produrre musica legata al jazz, con un’attenzione unica sia all’impatto ritmico diretto che al piacere di un ascolto ricco
di particolari. Abbandonata 20 anni fa la formazione allargata a sette elementi, il trio originale che ha fondato la band continua a lavorare
sodo in studio esibendosi spesso in energiche performance dal vivo. Con l’aggiunta del prestigioso contributo all’album delle ospiti vocali
Lily Latuheru e Yasemin Sannino, il nuovo materiale di GAZZARA riesce a ricreare l’atmosfera unica del periodo d’oro dell’acid jazz, quando
il jazz e il funk flirtavano apertamente con il soul, la bossa, la disco e l’elettronica. “Portrait In Acid Jazz” è un album in cui le tipiche tracce
strumentali che fanno battere il piedino (“We Had A Ball”, “Jazid Wonderland”) si intrecciano con equilibrio e “balanço” ai brani vocali di sapore
gospel-soul (“Heaven”, “Into The Night”, “Laces”). Anche le atmosfere bossa/lounge e disco/funk mantengono un ruolo primario nel sound
di GAZZARA, come dimostrano “Jazz Is” e “Portuguese Soul”. Un “ritratto acid jazz” che non è affatto una raccolta di cover, ma un album
di tracce originali concepito e realizzato con una passione profonda per tutto ciò che può “girare” intorno al jazz, la vera scintilla da cui è
sempre partito il lavoro della band romana, in studio come dal vivo…
…E’ inutile negarlo, al netto della sua storia e dei tanti aneddoti che circondano i suoi esponenti e seguaci più famosi, la scena musicale
acid jazz andava molto di moda tra la fine degli Ottanta e i primi Novanta. GAZZARA – il gruppo italiano più longevo nel genere - avrebbe
potuto abbandonare facilmente la nicchia dell’acid jazz per seguire subito la strada del pop in italiano. In alternativa sarebbe potuta diventare
una band per pochi puristi, pubblicando sempre lo stesso tipo di album con tanta credibilità ma zero coraggio. Nessuna delle due opzioni è
stata considerata dal tastierista e compositore Francesco Gazzara, che insieme a Massimo Sanna (basso) e Mauro “Mirtao” Mirti (percussioni)
ha scelto da tempo di produrre sì musica legata al jazz, ma sempre “fuori dal manuale” – sia nelle tracce originali che negli arrangiamenti
delle cover – ovvero altrettanto contemporanea ai trend del momento ma con qualcosa di unico e immediatamente riconoscibile. Ecco
perchè nella discografia di GAZZARA non c’è un album che suoni come il precedente o il successivo, sebbene i singoli brani mantengano
sempre un’identità legata al nome, una miscela distinta fatta di jazz, funk, bossa, lounge e influenze soul.
Nel 1996 fu la volta di “One” (Irma Records), pubblicato con un considerevole plauso di critica e pubblico. Un album acid jazz dal suono
rigorosamente vintage e al tempo stesso innovativo, con una scaletta ricca di ospiti (James Taylor del JTQ su tutti) e istantanea perfetta del
talento dei giovani musicisti coinvolti. Nel 1998 il secondo disco “Grand Central Boogie” (Irma) segnò il momentaneo abbandono dell’acid
jazz classico – soprattutto quello funky pop che dilagava in Italia – a favore di territori musicali più fertili, come la house music e l’electro. Il
singolo “Timeless” si guadagnò un lungo periodo di popolarità con l’inclusione nella fortunata compilation francese “Hotel Costes Vol.3”. Già
allora GAZZARA, ovvero il trio originale con Francesco Gazzara alle tastiere, Massimo Sanna al basso e Mauro “Mirtao” Mirti alle percussioni,
era spesso in tour all’estero con performance di rilievo al Jazz Cafè di Londra o al Jazz Festival di Montreaux in Svizzera.
Nel 2002 il terzo album “The Spirit Of Summer” (Irma) – dall’impronta più soul/funk e a sua volta ricco di influenze soundtrack/lounge – ebbe
il merito di lanciare la band sia in Giappone, con una serie di concerti al Motion Blue di Yokohama, che negli USA, quando la HBO decise
di utilizzare alcune tracce dell’album nei primi episodi della fortunatissima serie TV “Sex & The City”.
Per Francesco Gazzara seguì un decennio ricco di progetti paralleli, da Hammond Express (stile space age e lounge soul) a The Piano
Room (prog rock suonato da un trio jazz), incluse anche altre due uscite come GAZZARA, l’album latin soul “Brother And Sister” (2006) e
la saga lounge pop del successivo “My Cup Of Tea” (2009). Pochi anni dopo arrivava quindi il momento di dedicare un intero disco a una
delle loro influenze comuni: “The Bossa Lounge Experience” (2013, Irma) seguiva lo stile classico degli album anni ’70 dei vari Sergio
Mendes, Tom Jobim, Eumir Deodato, Azymuth e Marcos Valle.
Scaturito in parte dal suo lavoro col progetto The Piano Room, “Gazzara Plays Genesis” (Irma) è stato infine pubblicato nel 2014, un doppio
album (nei formati lp e cd) dedicato interamente alla leggendaria prog band inglese a cui Francesco Gazzara rende il suo omaggio suonando
pianoforte, tastiere vintage e arrangiando un piccolo ensemble cameristico.
   
 
 
   
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